Il trigger stabilisce l’evento che dà avvio alla task.
Esempi comuni:
Messaggio in arrivo (chat, email, WhatsApp, ecc.)
Webhook (es. una richiesta dal sito con nome, numero, email)
Chiamata in arrivo
Chatbot avviato da un utente
In sintesi: cosa fa partire la task.
La base di conoscenza raccoglie tutte le informazioni che l’agente deve avere durante la conversazione:
Documenti
File
Pagine web
FAQ o contenuti forniti dall’azienda
In sintesi: cosa deve sapere l’agente.
Qui si definisce dove avviene la conversazione.
Se il trigger è già collegato a una piattaforma (es. messaggio WhatsApp), viene selezionata in automatico.
Se il trigger è un webhook, bisogna indicare manualmente la piattaforma (es. WhatsApp, telefono, chat web).
In sintesi: dove deve parlare l’agente.
Questa sezione definisce cosa può fare l’agente durante la conversazione.
Gli strumenti e le regole si dividono in due tipologie:
Trigger conversazionali → azioni che partono direttamente dalla conversazione con l’utente.
Trigger dal CRM/software → azioni che si attivano a partire da eventi esterni (es. un cambio di stato nel CRM).
Consultare la sezione “Strumenti e Regole” della piattaforma per configurare nel dettaglio.
In questa fase si definisce come deve parlare l’agente. Le opzioni principali sono descritte di seguito.
Inbound (utente contatta l’azienda)
Contesto
Obiettivo della conversazione
Criteri e domande di qualifica
Leve di vendita
Gestione delle obiezioni
Outbound (l’azienda contatta il lead)
Origine del lead
Offerta/prodotto
Domande di qualifica
L’azienda può fornire uno script scritto che l’agente deve seguire durante la conversazione.
Conversazioni di assistenza: si scrivono a mano libera le linee guida su come rispondere all’utente.
Creazione libera: tutte le istruzioni vengono inserite da zero, senza script o impostazioni predefinite.
Definisci chiaramente tono, obiettivi e regole operative in base al tipo di conversazione scelto.
Ultimo aggiornamento 4 mesi fa
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